Tutti ridevano, liberamente, come se quello straniero fosse stato invitato appunto per dare agli altri argomento di gioco. E Andrea, ridendo, si volse alla Muti. Ella tenendo il capo sollevato, anzi piegato indietro un poco, guardava il giovine furtivamente, di fra le palpebre socchiuse, con uno di quegli indescrivibili sguardi della donna, che paiono assorbire e quasi direi bevere dall'uomo preferito tutto ciò che in lui è più amabile, più desiderabile, più godibile, tutto ciò che in lei ha destata quella istintiva esaltazione sessuale da cui ha principio la passione. I lunghissimi cigli velavano l'iride inclinata all'angolo dell'orbita; e il bianco nuotava come in una luce liquida, un po' azzurra; e un tremolio quasi impercettibile moveva la palpebra inferiore. Pareva che il raggio dello sguardo andasse alla bocca di Andrea, come alla cosa più dolce.
Elena era presa, infatti, da quella bocca. Pura di forma, accesa di colore, gonfia di sensualità, con un'espressione un po' crudele quando rimaneva serrata, quella bocca giovenile ricordava per una singolar somiglianza il ritratto del gentiluomo incognito ch'è nella Galleria Borghese, la profonda e misteriosa opera d'arte in cui le immaginazioni affascinate credetter ravvisare la figura del divino Cesare Borgia dipinta dal divino Sanzio. Quando le labbra si aprivano al riso, quell'espressione fuggiva; e i denti bianchi quadri, eguali, d'una straordinaria lucentezza, illuminavano una bocca tutta fresca e gioconda come quella d'un fanciullo.
Appena Andrea si volse, Elena ritrasse lo sguardo; ma non così presto che il giovine non ne cogliesse il baleno.
N'ebbe egli una gioia così forte che sentì salire alle gote una fiamma. «Ella mi vuole! Ella mi vuole!» pensò, esultando, nella certezza d'aver già conquistata la rarissima creatura. Ed anche pensò: «E' un piacere non mai provato.»
Ci sono certi sguardi di donna che l'uomo amante non iscambierebbe con l'intero possesso del corpo di lei. Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane. Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà quell'attimo.
Così ebbe principio l'avventura di Andrea Sperelli con Donna Elena Muti. (da "Il piacere")
Gabriele D'Annunzio
Ti toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un
angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti
stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle d'oca e ridevi. Eravamo talmente
vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti
nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue
vie, le mie mani sulla tua vita protesa e le tue impazienti. Sfuggivi, mi
percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi
mille volte vieni con le labbra sulle mie. Nell'attimo estremo avevamo un
bagliore di completa solitudine, ciascuno perduto nel proprio abisso rovente, ma
subito risorgevamo al di là del fuoco per scoprirci abbracciati nel disordine
dei guanciali, sotto la zanzariera bianca. Ti scostavo i capelli per guardarti
negli occhi. Talvolta ti sedevi accanto a me con le gambe raccolte e il tuo
scialle di seta su una spalla, nel silenzio della notte che iniziava appena.
Così ti ricordo, in quiete. Tu pensi per parole, per te il linguaggio è un filo
inesauribile che tessi come se la vita si facesse narrandola. Io penso per
immagini congelate in una foto. Ma non impressa su una lastra, piuttosto come
disegnata a penna, è un ricordo minuzioso e perfetto, dai volumi morbidi e dai
colori caldi, rinascimentale, come un'intenzione colta su una carta porosa o su
una tela. E un momento profetico, è tutta la nostra esistenza, tutto il vissuto
e il da vivere, tutti i tempi simultanei, senza inizio né fine. Da una certa
distanza guardo quel disegno,in cui ci sono anch'io. Sono spettatore e
protagonista. Sono nella penombra,velato dalla foschia di un tendaggio
trasparente. So che sono io, ma sono anche questo stesso che osserva
dall'esterno. Conosco ciò che sente l'uomo dipinto su quel letto disfatto, in
una stanza dalle travi scure e dal soffitto da cattedrale, dove la scena appare
come il frammento di un'antica cerimonia. Sono lì con te e anche qui, solo, in
un altro tempo della coscienza. Nel quadro la coppia riposa dopo aver fatto
l'amore, la pelle di entrambi luccica, umida. L'uomo ha gli occhi chiusi, una
mano sul proprio petto e l'altra sulla coscia di lei, in un'intima complicità.Per
me questa visione è ricorrente e immutabile, nulla cambia, è sempre lo stesso
sorriso placido dell'uomo, lo stesso languore della donna, le stesse pieghe
delle lenzuola e gli stessi angoli bui della stanza, sempre la luce della
lampada sfiora i seni e gli zigomi di lei con la stessa angolatura, e sempre lo
scialle di seta e i capelli scuri cadono con identica delicatezza. Ogni volta
che penso a te ti vedo così, ci vedo così, fissati per sempre su quella
tela,invulnerabili alla corrosione della cattiva memoria. (da
"Eva Luna racconta")
Isabel Allende
La mia sofferenza mi è nuova, come certi affanni che nascono dalla stravaganza dei sogni...
(G.y.)
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Vorrei come falco librarmi nell'aere maestoso e portandoti sul dorso,
come un piccolo folletto, farti mirare tutti i continenti per far si che i tuoi
occhi di smeraldo si riempiano di ogni sorta di meraviglia. Delizia della mia
vita che con il suono della tua voce
mi culla ogni notte e con il suo canto, sirena, strega, ogni giorno il mio cuore
incatenandolo ad un amore che non avrà mai fine...
L'amore che tu sei per me:
La cometa,
che guida ma non obbliga;
sei l'acqua,
che disseta ma non affoga;
Sei uno sguardo
che scruta ma non giudica;
Se un cuore
che ama ma non esige.
Ascolta
il dolce vento
di questa notte.
Ascolta...senti lievi carezze
sfiorare il
tuo viso.
Ascolta il placido
fluire
delle nubi.
Ascolta la mia voce
che in esso si perde
e sussurra il tuo nome.
Che la luna culli i tuoi sogni
in un manto di stelle.
Sogni di fata,
mio
tenero
amore.
Ogni stelo
ha il suo fiore profumato
Ogni arcobaleno
ha i suoi colori incantevoli
Ogni notte ha la sua stella.
Non potrei più vivere senza te
senza il tuo profumo
che mi inebria
senza l'incanto del tuo amore.
Ho scritto
di te nel mio cuore
pensiero delicato
così nobile da essere scritto
intingendo il pennino
del mio amore
nell'arcobaleno
ed asciugando le pagine
di questo sogno
con la polvere di ali di farfalla.
Ascolto
la tua voce
che conservo nel cuore.
Guardo i tuoi occhi
che illuminano la mia anima.
Vivo dell'amore
che mi doni ogni giorno
di ogni carezza sospirata
di un bacio
che rubo alle tue labbra.
Che la luna ti porti i miei baci
e ti culli fino al mattino.
(♥Ti
Amo)
:::::::::::::::::::::::::::::
...le mie labbra umide la lingua cercare goduria, succhiotti di
piacere
papille impazzite
al gusto d'una caramella al miele! Nel tuo ventre le
mie mani esplorare morbide zon' erogene tu ansimare tra spasmi di
piacere! Tra le gambe protendo
le mie ricerche sempre più in alto lecco tra le cosce
avamposto colonnato d'ingresso nel mondo
del peccato rinunciarci! Nel tuo nome evoco l'amplesso
tard' epilogo d'ore
di leccornie d'estatica passione!
...grazie per il sorriso che mi hai regalato, grazie di avermi fatto vivere nei tuoi pensieri ,in ogni sospiro e sguardo... la tua gioia è stata intensamente anche mia.
Una volta lessi che l'etimologia della parola desiderio esprime un senso di profondo respiro e di spazio illimitato, ciò viene additato come qualcosa che proviene dalle stelle, ma dalle stelle non solo discendono i desideri che risiedono nelle fantasie, ma anche sogni che spesso divengono realtà, ciò non ha spiegazione razionale perché è un mistero il cui fascino risiede nel rimanere tale.
Lo paragono ad uno di quei viaggi il cui valore non sta nel raggiungere la meta, ma nel viaggiare.
Io è da tempo che viaggio alla ricerca di un punto nel quale sostare.
Sogno affinchè quella sosta mi insegni ad ascoltare la vita...
in questo viaggio ti porto con me,
sapendo di non poter fare a meno della mia luce,
sapendo di non poter fare a meno della mia stella, in una notte di stelle… (R.& Lulù)
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{Esprimi un desiderio, anzi tre}
▪ sulla bocca di tutti
Angelica, che cosa la seduce in un uomo? - La capacità di farmi ridere.
«Vorrei comprimere l'ironia in capsule o in flaconi, da somministrare ai popoli. - parole del grande Amos Oz - Sono certo che le cose andrebbero meglio. Una risata ci salverà.»
▪ vita da incantatrice
Flaconi dal sapore alchemico. Custodito in un ampolla di vetro soffiato, come un vero e proprio elisir, liquido e profumato si applica a piccole dosi, sotto le narici, così da agire direttamente sull'olfatto. E ancora ampolle e provette per custodire le fragranze, di MorganE Le Fay, (brand di moda-couture new-yorkese) senza nome, si distinguono solo dal colore. Quella verde racchiude le note di cetriolo e acqua di cocco. La rosa, invece, quelle di gardenia, tuberosa e gelsomino. E infine una goccia sospesa in un cubo. Riflessi in una goccia, un flacone opalino che evoca l'acqua dopo la pioggia...
▪ due cravatte a farfalla
«Ho riposato, una notte di inizio estate quando fuori già pioveva, in modo commovente a casa di Luca Alinari. - il sig. Philippe Daverio, a proposito di Luca Alinari. -Credo che potrei e che si possa riposare nei suoi quadri perché lui s'è fatto carico della tensione mentale che li precede e l'ha sciolta con l'ordinamento della creazione. Riposare nei suoi quadri...»
Il mondo si è rimesso a respirare da poco. Un respiro sottile, dopo una notte corta ma abissale di delirio e la maggioranza ancora non se ne accorge. La sua coscienza si sta stiracchiando per tentare un risveglio e l'occhio cisposo prova a riconoscere la faccia in uno specchio appannato. Per fortuna alcuni custodi della "cosa" ne avevano preservato i connotati. A loro oggi, il compito di testimoniare.
Ovunque essi si trovino. Ovunque abbiano mantenuto vivo il respiro...
{I love having the freedom to try things but i do need guidance}
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